ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.


PER NON DIMENTICARE

Il 30 aprile del 1982, alle nove del mattino Pio La Torre, insieme a Rosario Di Salvo, sta raggiungendo in auto, una Fiat 132, la sede del partito. In via Turba, di fronte la caserma Sole, si affiancano alla macchina due moto di grossa cilindrata: alcuni uomini mascherati con il casco e armati di pistole e mitragliette sparano decine di colpi contro i due. La Torre muore all’istante mentre Di Salvo ha il tempo di estrarre la pistola e sparare alcuni colpi in un estremo tentativo di difesa. Il 12 gennaio 2007 la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha emesso l’ultima di una serie di sentenze che ha portato a individuare in Giuseppe Lucchese, Nino Madonna, Salvatore Cucuzza, e Pino Greco, gli autori materiali dell’omicidio.

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Dalle rivelazioni di Cucuzza, diventato collaboratore di giustizia, è stato possibile ricostruire il quadro dei mandanti dell’eccidio, identificati nei boss Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Antonino Geraci. Il quadro delle sentenze ha permesso di individuare nell’impegno antimafia di Pio La Torre la causa determinante della condanna a morte inflitta dalla mafia del politico siciliano.
Trentacinque anni di lezione di storia, di impegno sociale, di cultura antimafia grazie a Pio La Torre ucciso assieme A Rosario Di Salvo.

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“La mafia è un fenomeno afferente le classi dirigenti” scrissero, tra l’altro, La Torre e Cesare Terranova a conclusione dei lavori della Commissione Antimafia del 1976, riferendosi alle conclusioni di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino di un secolo prima e utilizzando la documentazione fornita dalle relazioni delle federazioni del PCI, dall’indagine del Prefetto Bevivino sul Sacco edilizio di Palermo, dai processi di mafia tra i quali quelli intentati da Cesare Terranova contro Luciano Leggio e i corleonesi, dalla testimonianza di Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’epoca comandante dei Carabinieri, dall’intera documentazione fornita dalla precedente Commissione Antimafia Cattanei sui profili mafiosi di uomini come Ciancimino.

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Quella Relazione fu lo spunto da dove prese corpo la legge Rognoni-La Torre, approvata nel 1982 dopo l’uccisione di Dalla Chiesa e che diventò il caposaldo della legislazione antimafia italiana.
Pio La Torre appartenne a quella generazione d’uomini della sinistra, comunista, socialista, laica, cattolica, che fu antimafiosa non “mediaticamente”, ma per la sua azione politica e sindacale quotidiana, nelle campagne, nelle fabbriche, nei quartieri più poveri della città, accanto ai lavoratori, agli intellettuali e alle imprese.
Pio La Torre, un altro dei tanti, troppi uomini giusti divenuti eroi solo per avere fatto il proprio lavoro, il proprio dovere…
siAmo la Sicilia

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