ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.

Sig. Feltri, la smetta: questa non è informazione!


Questa non è libertà di stampa: è un’offesa gratuita ed infondata, un mix di discriminazione territoriale, farneticazioni e luoghi comuni.
Dovrebbe intervenire pesantemente l’Ordine dei Giornalisti.

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Vittorio Feltri, direttore di Libero, continua con “pubblicazioni giornalistiche” che lasciano esterrefatti. Il Feltri, di cui più sotto diamo una breve descrizione, ha commentato volgarmente sulle pagine del suo “giornale” la composizione del nuovo governo Conte. La frase incriminata è nel pieno “stile” del giornalista: "Lasciamo a Conte il suo zoo pieno di terroni e ostile al Nord che li mantiene tutti”.
Viene fuori ….. l’anima della Lega Nord molto lontana da "prima gli italiani" di recente conio. La frase è un mix di discriminazione territoriale, farneticazioni e luoghi comuni, che qualcuno cercherà di derubricare a "provocazione".
Ma non ha scritto solo questo, ha aggiunto: "Peggio non poteva capitare, ma non stracciamoci le vesti. Limitiamoci a vomitare per qualche tempo, che non sarà troppo lungo, speriamo. Una squadra tanto sgangherata ci riempie vergogna e ci induce a pensare che al male, in effetti, non vi è limite. Non riesco a immaginare quale sia l'umore di Mattarella, costretto a benedire questa porcata. Lasciamo a Conte il suo zoo – prosegue – pieno di terroni e ostile al Nord che li mantiene tutti".
Una posizione non molto distante da quanto già sostenuto dal direttore di Libero qualche giorno fa: "I meridionali si sono impadroniti del Paese con una secessione di fatto - aveva scritto pochi giorni fa - occupano il Governo giallo-rosso e tutte le principali posizioni di potere".
Caro Feltri, non possiamo commentare qui le sue parole, anche perché sono incommentabili. Pur essendo persone estremamente educate e avendo un’ottima padronanza della lingua italiana, non riusciremmo, probabilmente, a trattenerci.
Ma cio’ che lei scrive e che, a torto, ritiene essere un contenuto giornalistico, è un’accozzaglia di offese non degne di replica.
La salutiamo cordialmente e…immaginiamo che i lettori del suo giornale siano ….costantemente in aumento.
Ci auguriamo che l’Ordine dei Giornalisti intervenga perché questa non è libertà di stampa (che è sacrosanta) è una VERGOGNA.
Forse Lei, caro Direttore, dovrebbe studiare un po’ meglio la Storia del Sud, delle sue eccellenze, delle sue Donne e dei suoi Uomini che hanno dato lustro a questo Paese nei piu’ svariati campi della Cultura, dello Spettacolo, dell’Arte, della Musica, della Scienza, della Letteratura , della Medicina, dello Sport, della Magistratura e tanto altro, senza offesa per nessuno e senza nulla togliere a quel Nord al quale, con affermazioni come quelle a cui Lei è abituato, non fa per nulla onore.
Perchè caro Sig. Feltri l'Italia è una e una soltanto.
siAmo la Sicilia
Qualche notizia su Vittorio Feltri, per chi non sapesse (Fonte Wikipedia):
Oltre al caso Boffo e quello della radiazione temporanea dall'ordine dei giornalisti si è reso protagonista di diverse controversie e vicende giudiziarie.
• Dalla fine degli anni novanta si è spesso espresso in senso garantista contro l'operato della magistratura nei procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi e in numerosi casi di cronaca nera, dove ha difeso gli imputati anche dopo la condanna, tra cui l'omicidio di Marta Russo, il delitto di Garlasco, il delitto di Cogne e l'omicidio di Yara Gambirasio, scrivendo molti articoli in difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore bergamasco condannato all'ergastolo per il delitto. Nel 2014 alcune affermazioni di Feltri, pronunciate in diretta nel programma televisivo Linea gialla su La7, in difesa di Raffaele Sollecito, uno degli accusati dell'omicidio di Meredith Kercher in seguito assolto, fanno assai discutere poiché offensive nei confronti della vittima: «Raffaele non aveva interesse ad uccidere questa ragazza. Dal punto di vista sessuale, Meredith non era certo una meta inarrivabile. (...) Stava per laurearsi, aveva una fidanzata bellissima, mentre Meredith non era una meta inarrivabile (...) La volevi scopare? Non era neanche una ragazza eccezionale. (...) Perché sei tornato qui a farti condannare? Tanto si sa che qui se ti vogliono fottere, ti fottono. Io nel dubbio di essere condannato mi tolgo dalle palle».
• Pur non dichiarandosi fascista, in un'intervista televisiva al programma Le Iene, definì Adolf Hitler "severo ma giusto", mentre in un'altra, commentando la proposta del deputato Emanuele Fiano di vietare l'oggettistica fascista, disse di tenere un busto di Benito Mussolini sulla libreria del proprio studio.
• Nel 2019 alla trasmissione La Zanzara, dopo essere stato ripreso dal conduttore David Parenzo perché beveva champagne in collegamento video, afferma
«Ho lavorato da stamattina alle dieci fino alle venti, dov'è il problema? Non sarò libero di andare a mangiarmi un boccone e bere un po' di champagne? Alla faccia di Parenzo. Ma che te frega, Parenzo, perché voi ebrei non bevete lo champagne? Bevetelo sto champagne, così sareste un po' più allegri e non mi rompereste i coglioni con la Shoah. E Madonna, sono decenni che rompono i coglioni con la Shoah, ma basta. Per l'amor di Dio. Non se ne può più. »
Procedimenti giudiziari
• Nel 1996 Feltri, direttore all'epoca del Giornale, e il cronista Giancarlo Perna, sono stati condannati dal Tribunale di Monza per diffamazione a mezzo stampa ai danni del giudice antimafia Antonino Caponnetto. Il procedimento riguardava un articolo del 20 marzo 1994 nel quale si mettevano in discussione, fra gli altri elementi, i rapporti tra Giovanni Falcone e lo stesso Caponnetto.
• Nel giugno 1997 Feltri è stato condannato in primo grado dal tribunale di Monza con Gianluigi Nuzzi, per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Antonio Di Pietro, per un articolo comparso sul Il Giornale il 30 gennaio 1996, in cui si sosteneva che negli anni di Mani Pulite "i verbali finivano direttamente in edicola e soprattutto all'Espresso".
• Nel gennaio 2003 è stato condannato dal tribunale di Roma, insieme a Paolo Giordano, su richiesta di Francesco De Gregori, per avere travisato il pensiero del cantautore su Togliatti e sul PCI in un'intervista del 1997 dal titolo De Gregori su Porzus accusa Togliatti e il partito comunista, pubblicata sul Il Giornale, di cui Feltri era direttore.
• Il 14 febbraio 2006 è condannato dal giudice monocratico di Bologna, Letizio Magliaro, a un anno e sei mesi di carcere per diffamazione nei confronti del senatore del PDS Gerardo Chiaromonte. La condanna si riferisce a un articolo comparso sul Quotidiano Nazionale alla fine degli anni Novanta, secondo il quale il nome del senatore compariva nel dossier Mitrokhin.
• Il 2 luglio 2007 è assolto dalla quinta sezione penale della Corte di cassazione dall'accusa di diffamazione nei confronti dell'ex PM Gherardo Colombo per un editoriale pubblicato su Il Giorno nel 1999, nel quale, in contraddizione con quanto affermato dallo stesso Feltri ne Il Giornale del 25 novembre 1994 (non ho mai scritto che Di Pietro e colleghi hanno graziato il Pds: che prove avrei per affermare una cosa simile?), si accusava il pool di Mani Pulite di aver svolto indagini esclusivamente su Silvio Berlusconi e non più sugli ex comunisti. La sentenza di assoluzione si riferisce al diritto di critica garantito dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
• Il 7 agosto 2007 è condannato assieme a Francobaldo Chiocci e alla società Europea di Edizioni SPA dalla Corte di cassazione a versare un risarcimento di 45.000 euro in favore di Rosario Bentivegna, uno degli autori dell'Attentato di via Rasella, per il reato di diffamazione. Il quotidiano Il Giornale aveva pubblicato alcuni articoli, tra i quali un editoriale di Feltri, nei quali Bentivegna era stato paragonato a Erich Priebke (per cui Feltri aveva chiesto la grazia).
• Nel dicembre 2011, il Tribunale di Milano condanna Feltri a risarcire l'ex senatore dei Verdi, tra i fondatori dell'Arcigay, Gianpaolo Silvestri con 50mila euro, per un insulto a sfondo omofobo pronunciato dal giornalista e rivolto al senatore nel 2007 durante il programma Pensieri&Bamba su Odeon TV.

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