ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.

Presidente Musumeci, che delusione, che caduta di stile.
Che parole pesanti, che pagina triste….
Chieda scusa per le sue parole, chieda scusa!


Abbiamo atteso qualche giorno perché pensavamo che il Presidente della Regione Siciliana Musumeci, chiedesse scusa per le pesantissime e offensive parole pronunciate nei riguardi di quelli che lui definisce dei “poveretti” con problemi personali e/o familiari che contestano le sue scelte (opinabili per quanto ovvio).
Ha detto anche altro e la consideriamo una pessima caduta di stile, ma davvero.
E ha detto parole pesanti, pesantissime in Terra di Sicilia.

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Posto che il dissenso va espresso sempre nelle forme dovute, anche aspre se occorre, la Democrazia, che Musumeci invoca addirittura ipotizzando che “qualcuno la sequestri”, consiste proprio nella libertà di esprimere le proprie opinioni, il proprio dissenso, nel contestare le scelte della politica, senza essere definito “un poveretto” ed essere insultato.
Ma come si fa, come si fa a dire certe cose?
In una intervista dove gli veniva chiesto di commentare la nomina di un assessore in quota ad un partito, la Lega (ex Lega Nord) che, onestamente, non ha nulla a che fare con la cultura e l’identità siciliana e che, sempre per precisare, alle ultime elezioni regionali unitamente ad un’altra forza politica ha raggiunto nientedimeno che il 5,65%, il Presidente ha proferito frasi, con un eloquio certamente non consono con il suo ruolo istituzionale, che lasciano esterrefatti:

- ha definito la mobilitazione e la giusta e sacrosanta, nonché legittima, protesta di migliaia e migliaia di cittadini siciliani “una pagina triste per la storia della democrazia”!
- ha definito migliaia e migliaia di cittadini, con un tono di compassionevole sufficienza totalmente fuori luogo e non in linea con il suo ruolo, una “sparuta minoranza” (ha aggiunto “ma quale mobilitazione”)!
- ha affermato, e lo consideriamo GRAVISSIMO in Terra di Sicilia, GRAVISSIMO, “la gente per bene non parla sta a casa!” Capite LA GENTE PER BENE NON PARLA STA A CASA! Incommentabile e in Sicilia può facilmente assumere brutti significati!
- ha detto, offendendo decine di migliaia di cittadini siciliani che si sono legittimamente ribellati alla volontà di vedere assegnato l’Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana alla Lega (ex Lega Nord) “sono quei gruppi di poveretti, alcuni anche con problemi personali, familiari” …. Senza parole. Che caduta di stile per un rappresentante delle Istituzioni!

 

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- ha aggiunto, non pago di avere già fatto uno sproloquio, che “non si può mai pensare di sequestrare la democrazia” come se qualcuno, anziché protestare pacificamente, avesse ordito chissà quali trame e/o fatto scorribande armate sotto Palazzo D’Orleans!
- Ha ripetuto più volte… “che pagina triste” …che pagina triste” …”ma come si fa” …

Caro presidente, si, una cosa vera l’ha detta: che pagina triste!
Questa che la Sicilia sta vivendo è la pagina più triste che la Storia della Sicilia ricordi e lei, che è persona accorta, non avrebbe dovuto dire quelle cose e, segnatamente, “LA GENTE PER BENE NON PARLA, STA A CASA”.
No, non si possono dire certe cose, soprattutto in Sicilia.
Perché vede presidente Musumeci, siamo tutti stanchi, provati ma, almeno noi, ancora lucidi. Sembrerebbe che per lei il concetto sia questo: il presidente sono io, ho una maggioranza e chi non è d’accordo deve stare zitto e muto e restare a casa. MUTO!
In quell’intervista, che si è diffusa, ci dispiace per lei, a macchia d’olio, lei sembrerebbe smantellare il concetto stesso di quella democrazia che, sempre lei, dice che non si può “sequestrare” e lancia un messaggio pericoloso: la brava gente non parla, sta a casa. Ma come si fa? Ma come si fa? Che pagina triste presidente!
Poi, veda, i Siciliani non dimenticano, le offese gratuite e farneticanti che quel partito, la Lega (con o senza Nord) ha rivolto a questa Terra. Cosa diceva delle Siciliane e dei Siciliani, che, onestamente, non erano degni nemmeno di nominare! Arrivavano, autorevoli rappresentanti di quel partito, ad esortare la fucina di vulcano a lavarli col fuoco i Siciliani. I Siciliani non dimenticano che prima di vedere il pericolo extracomunitario vedevano quello meridionale.
Presidente ma come mai questa caduta di stile? Lei, noto per suoi consueti toni pacati, non ha pesato bene le parole, era distratto, stanco, confuso, forse indaffarato?
O forse il suo concetto di democrazia non contempla perdere tempo con una “minoranza” e quindi definisce “poveretti” problematici i suoi conterranei?
Caro presidente, la Sicilia sarà mai bellissima se le persone stanno a casa e non parlano!!
E i Siciliani se lo ricorderanno, soprattutto quando andranno a votare.

siAmo la Sicilia

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