ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.

Covid – 19 Sicilia: cronaca di un disastro annunciato?
Presidente Musumeci è inutile scaricare la colpa sempre su altri.

Abbiamo evitato fino ad ora di buttare benzina sul fuoco, di alimentare le polemiche registrate in queste settimane (peraltro spesso costruttive e basate su fatti oggettivi) ma ormai la misura è colma e la situazione è realmente sfuggita di mano.

1
Purtroppo gli errori madornali del governo regionale hanno portato la Sicilia sull’orlo del baratro, anche se non va negato che tanti siciliani sembrano non aver capito la gravità del problema e continuano a mettere in atto comportamenti irresponsabili.
Un dato per tutti: dal 31 ottobre al 7 novembre i morti in Sicilia per Covid-19 sono stati 141, una cifra che non può lasciare indifferenti e che rende inutili tutte le discussioni senza senso che si sentono in giro. Anche i contagi segnano numeri da brivido: ben 8.140 (30.168 dall’inizio della pandemia) dal 31 ottobre al 7 novembre con una percentuali di crescita del 52%.
Per rendersi conto di quanto sia violenta questa seconda ondata, prima di ottobre, la settimana peggiore per crescita dei casi era stata l’ultima di marzo con 861: adesso si superano, e di molto, in 24 ore.
Pessime notizie anche dalle terapie intensive, con 47 pazienti in più (da 122 a 169), 15 in più rispetto al 31 ottobre con una crescita costante.

2

Purtroppo tanti incoscienti ancora sottovalutano il problema, e le strade delle città dell’Isola sono sempre piene di gente, così come i negozi. E’ ormai assodato che il buonsenso dei cittadini non esiste, come non vengono seguiti i comportamenti "fortemente consigliati".
Ma è per questo che ci vogliono provvedimenti seri e controlli rigorosi, non sterili ed inutili polemiche.
Purtroppo di fronte a questi dati inconfutabili è emersa ormai da tempo, l’incapacità del Presidente della Regione Musumeci, che è anche commissario straordinario per la gestione dell’emergenza Covid per la Sicilia. Inadeguato, impreparato, autore negli ultimi mesi di provvedimenti scellerati, come la riapertura delle discoteche, l’eliminazione delle distanze sociali sui mezzi pubblici, per non parlare delle campagne di incentivazione volte ad incrementare il turismo in Sicilia con controlli praticamente inesistenti.
Il tutto condito da sterili polemiche da parte di Musumeci. Il quale invece di cercare di sopperire alle mancanze della macchina sanitaria e scegliere la linea del rigore e della collaborazione istituzionale, ha optato per la irresponsabile linea dello scontro con le Istituzioni Nazionali (e non solo), contestando i D.P.C.M. del 18 ottobre e 3 novembre perché, a suo dire e pensare, conterrebbero misure restrittive eccessive rispetto alla situazione della Sicilia e attaccando la decisione di classificare l’Isola tra le regioni “arancioni”, definendola un atto politico, privo di qualsiasi fondamento scientifico.


Di fronte ai dati oggettivi e gravissimi della pandemia in Sicilia, Musumeci dovrebbe fare autocritica e lasciare la carica di “Commissario regionale per l’emergenza” che ricopre e che richiederebbe uno sforzo di collaborazione con le Strutture Centrali e non la contestazione continua di ogni atto compiuto dal Governo.
Se il Presidente vuole solo contestare si dimetta dal ruolo di Commissario Regionale delegato, lasciando questo compito a chi vuole seriamente occuparsi della salute dei cittadini, non curandosi del consenso personale.
Probabilmente farebbe bene anche a dimettersi da presidente della Regione. Non ha senso scaricare le responsabilità del proprio fallimento sul governo nazionale e lamentarsi per il fatto che la Sicilia è stata qualificata come zona arancione, secondo i 21 parametri scientifici usati per le chiusure regionali.
Di fronte a 703 decessi dall’inizio della pandemia registrati in Sicilia, è un atto di irresponsabilità politica che non ha precedenti e che dimostra tutta l’inadeguatezza di Musumeci a rivestire e svolgere il ruolo di presidente della Regione siciliana.
Non si comprende perché non siano stati aumentati in tempo i posti letto di terapia intensiva e sub intensiva né perché il nuovo piano ospedaliero Covid sia stato presentato solo da pochissimi giorni in commissione salute e perché lo stesso prevede che tali posti letto non verranno aumentati se non alla fine di novembre.
Non si comprende come dei 123 milioni di euro che lo Stato aveva assegnato alla Sicilia per la lotta al contagio sembrerebbe ne siano stati spesi solo meno di 50.


Non si comprende perché la medicina del territorio e le USCA sono mal funzionanti, lasciando in grande difficoltà, pazienti, sindaci e dirigenti scolastici.
Non si comprende quali forme di tracciamento dei pazienti Covid siano stati adottati ad oggi e quali ci si appresta ad adottare.
Non si comprende.....
Ci sembra la cronaca di un disastro annunciato.
E intanto la gente muore

Siamo la Sicilia

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il nostro sito utilizza i cookies per offrire la migliore esperienza di navigazione

Utilizzando il presente sito web l'utente accetta questo uso di cookie.