ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.

Cronaca di un disastro annunciato – seconda puntata.
Non è bastato quello che è successo a marzo? Si prepara un’altra fuga verso il Sud?
E i “governatori” cosa fanno?


E ancora vivo il ricordo dello sconsiderato esodo, avvenuto con tutti i mezzi possibili, di lavoratori e studenti dal Nord al Sud avvenuto anche grazie ad una…. misteriosa fuga di notizie non meglio identificata a marzo di quest’anno.

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Da lì iniziò una preoccupante escalation dei contagi in Regioni che, fino ad allora, avevano registrato pochissimi casi e si favorì il diffondersi della pandemia in tutta Italia.
E ora?
Siccome l’italiano non impara mai dai suoi errori, si paventa un altro rischio di fuga dal Nord paventato ieri dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (!) che ha, ovviamente, come risvolto della medaglia, il rischio di un esodo verso il Sud di cui ha parlato il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci (!).
In particolare, sono le date del 19 e 20 dicembre quelle più “pericolose”, perché dal 21 scatta il blocco degli spostamenti tra regioni. Tutto ciò aggravato dal fatto che, entro quella data, la Lombardia e il Piemonte potrebbero diventare zona gialla (tra l’11 e il 13 dicembre).
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana afferma che rischiamo di rivivere quello che successe nella notte fra il 7 e l’8 marzo, quando fu decretato il primo lockdown.
Sono tantissimi i meridionali che vivono al Nord e che sperano di tornare al Sud per le festività natalizie, nonostante tutte le restrizioni previste dal nuovo DPCM. E questo è comprensibile ma molto pericoloso e con i numeri che ancora si registrano (oggi 5 dicembre 21.052 nuovi contagi e 662 decessi) questo rischia di diventare una tragedia annunciata.
Moltissime persone hanno i biglietti aerei e ferroviari prenotati già da mesi e si spera che ci sia la capacità delle compagnie che gestiscono treni e aerei verificare che non vengano venduti più biglietti del dovuto e che i mezzi non vengano presi d’assalto (!).
Ci auguriamo che i presidenti di Regione oltre a esprimere preoccupazione (che condividiamo) e a paventare il timore di un nuovo tragico esodo (che condividiamo) si adoperino per evitare errori del passato, invitino al rigido rispetto delle misure anti-covid, si spendano per il pedissequo rispetto del contenimento massimo sui mezzi pubblici, invitino tutti a restare a casa propria (anche per rispetto ai quasi 60.000 morti per Coronavirus) e facciano pressione sul Governo una volta tanto in controtendenza a quanto fatto finora con le loro folli ed insensate richieste di riaprire di tutto e di più, al fine di evitare disastri annunciati.
Il divieto di mobilità tra regioni e comuni, che scatta nei giorni di festa, sta avendo i primi effetti già in queste ore. Basta navigare sul sito di Trenitalia o delle compagnie aeree. Per carità spostarsi nei limiti fissati dalla legge è lecito visto l'approssimarsi delle festività natalizie e i tanti mesi passati in lockdown, ma è doveroso non dimenticare il recente passato. Come dimenticare le follie a cui abbiamo assistito nel fine settimana del 7-8 marzo, quando le anticipazioni filtrate da…. non si sa quale fonte sul nuovo Dpcm anti-coronavirus a proposito della chiusura della Lombardia trasformata in zona rossa, causarono un esodo di massa verso sud già nella serata di sabato? In tanti presero d'assalto i treni della notte alle stazioni Centrale e Garibaldi di Milano nel timore di restare bloccati lontani da casa e dalle famiglie.
NON BISOGNA SOTTOVALUTARE IL PERICOLO DI FAVORIRE IL VIRUS COME AVVENUTO IN QUEI GIORNI A MARZO. PERCHÉ IL CORONAVIRUS NON GUARDA NATALE E CAPODANNO E SOLO I NOSTRI COMPORTAMENTI POSSONO ALLONTANARE L'INCUBO CONCRETO DI UNA TERZA ONDATA A INIZIO 2021. Il 19 e il 20 dicembre, se restano così le regole, rischiamo di rivivere quello che abbiamo visto tra il 7 e l’8 marzo.
E la Sicilia e tutta l’Italia non possono permetterselo.


siAmo la Sicilia

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