ASSOCIAZIONE “siAmo la Sicilia”.

CATANIA: ALLUVIONI, MORTE E DISASTRI. È tempo di individuare le responsabilità.
Non è solo colpa delle intemperie ma della cementificazione selvaggia, dell’abusivismo, dell’immobilismo dell’Amministrazione e della Politica. Che fine ha fatto il canale di gronda?

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Le immagini, che non avremmo mai voluto vedere, hanno fatto il giro del mondo. A Catania, Via Etnea, Piazza Duomo e tantissime strade si sono trasformate in terribili fiumi in piena. Lo storico mercato della “Pescheria” si è completamente allagato in quanto l’effetto collo di bottiglia si concentra soprattutto nelle strade del centro storico dove confluiscono le precipitazioni, purtroppo abbondanti, che scendono dai paesi etnei fino a raggiungere la città.
Si, è vero che la pioggia è stata abnorme, ma l’Amministrazione ha le sue responsabilità anche perché stavolta ci sono stati anche i morti e non si può fare finta di nulla davanti alla devastazione, ai cadaveri, alle attività commerciali, alle abitazioni, alle colture e alle automobili fortemente danneggiate.
Evento imprevedibile ma….previsto, perché da giorni se ne parlava.
Come sempre si evidenziano incuria, abbandono, malapolitica e mala burocrazia.
Forse a qualcuno, distratto, sfugge che in una zona d'altura, deve un tempo c’era una foresta l'uomo ha pesantemente cementificato, facendo sì che l’acqua scivoli verso valle. La cementificazione, selvaggia e senza regole, ha alterato il territorio e il continuo espandersi della provincia, lo spostamento da Catania verso le città e i paesi della provincia, le costruzioni sempre più vicine al vulcano, hanno stravolto l'equilibrio del territorio e quindi il flusso di acqua che si riversa verso il capoluogo è enorme, con l'aggravante dell’assenza di opere adeguate al convogliamento e allo smaltimento delle acque.
Manca un provvidenziale, opportuno e assolutamente necessario canale di gronda.
Catania annaspa tra abusi edilizi, cementificazione selvaggia senza un piano regolatore aggiornato, senza un’idea logica e coerente di sviluppo, senza tenere in considerazione l'ambiente. Forse qualcuno dimentica che una parte della città si è sviluppata sul corso del fiume Amenano, oggi tombato e sul quale sono state realizzate abitazioni.
Il progetto del canale di gronda risale al 2015 ma non è stata mai portato a compimento. Sarebbe costato molto meno dei danni, dei morti e delle devastazioni a cui abbiamo assistito. Ad oggi, i lavori non sono mai partiti. Vergognosamente.

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E dire che i fondi sono stati stanziati nell’ambito della programmazione degli interventi nazionali della messa in sicurezza delle città metropolitane previste dallo “Sblocca Italia” e dal Piano Nazionale 2014 – 2020 contro il dissesto idrogeologico. A Catania sono stati destinati 48 milioni di euro ma il progetto si è arenato e la città continua ad allagarsi e la gente muore.
Serve un’accelerazione sulle infrastrutture, e uno sforzo dell’Amministrazione e della Politica. Invece solo chiacchere inutili, immobilismo, colpevole immobilismo ed incompetenza.
I cittadini se lo ricorderanno certamente alle prossime elezioni.
Immensa vergogna.

SiAmo la Sicilia

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